Parliamo di Psicologia | Dottoressa Sara Socci https://www.sarasocci.it Psicologa e Psicoterapeuta Thu, 04 Nov 2021 16:50:04 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.3.8 https://www.sarasocci.it/wp-content/uploads/2020/01/cropped-Logo-Sara-Socci-Favicon-32x32.jpg Parliamo di Psicologia | Dottoressa Sara Socci https://www.sarasocci.it 32 32 PESO CORPOREO ED EMOZIONI https://www.sarasocci.it/parliamo-di-psicologia/non-riesco-a-dimagrire-legame-tra-peso-corporeo-ed-emozioni/ Tue, 07 Jan 2020 11:56:25 +0000 https://www.sarasocci.it/?p=478

Avete presente il film con Totò e Peppino “Miseria e Nobiltà”? si? vi ricordate la scena nella quale mangiano gli spaghetti come se non ci fosse un domani e se li mettono anche in tasca?
Ecco….quella è fame! Ve lo dico perché facciamo sempre più difficoltà a riconoscere la fame vera dalla fame nervosa.
E pensare che era la fame il problema di meno di un secolo fa in Italia, adesso invece ci ritroviamo qui a parlare e a vedere come si può fare per mangiar “meno”… anche perchè, diciamocela tutta, sarebbero poche le volte che mangiamo veramente per la fame…
Ci sentiamo tristi e mangiamo, delusi e mangiamo, feriti e mangiamo, traditi e mangiamo, annoiati e mangiamo.. un pò come Bridget Jones con il pigiamone che fa fuori il mega barattolo del gelato davanti alla tv.
Ma ancora, siamo felici e mangiamo, ci premiamo per una fatica fatta e mangiamo; mangiamo alle feste, ai compleanni, agli aperitivi…
Vedete, tutte queste volte che mangiamo è perchè sotto sotto c’è un’emozione. Se impariamo a rintracciarla, a capire qual’è e cercare di comprendere perchè ci sentiamo in questo modo forse, non avremmo bisogno di mangiarci sopra!
Allora, punto primo, quando queste emozioni vi pervadono, invece di aprire la dispensa potrebbe essere utile aprire un quaderno, uno qualsiasi, vuoto, dove potrete scrivere l’emozione che state provando in quel momento, l’emozione che vi avrebbe portato a mangiare, scrivete anche il perchè vi sentite in quel modo e cercate una soluzione per sentirvi meglio senza mangiarci sopra. Punto secondo, quando l’impulso irrefrenabile di mangiare fuori dai pasti, in modo sbagliato e non salutare vi pervade, aspettate qualche minuto e l’impulso passa, nel frattempo distraetevi, fate una telefonata, un bagno caldo, preparatevi una tisana etc…provate, provate, funziona! Punto terzo, seguite delle sane abitudini alimentari, un’alimentazione a voi appropriata e attività sportiva, ognuno ha le sue forme, ognuno ha la propria costituzione e sembrare dei modelli di 40 kg non vuol dire essere belli e accettati, se pensate questo beh, è un pensiero del tutto sbagliato.
Chiaro???
Se tutto questo non è abbastanza e non vi sentite a vostro agio con il peso o la forma corporea rivolgetevi ad un dietista/nutrizionista. Rivolgetevi anche ad uno psicologo, in questo modo avrete risultati più certi, perché vi aiuterà a gestire al meglio i vostri stati emotivi, a non farvi prendere dallo sconforto, dal senso di arrendevolezza, vi aiuterà a motivarvi, a vedervi in maniera diversa e a raggiungere i vostri traguardi.

Sapete cos’è che ci inganna veramente? la nostra immagine corporea.

L’immagine corporea è come io penso che mi vedano gli altri e in base a questo mi creo un’immagine mentale del mio corpo. Praticamente se chiudete gli occhi e pensate a voi dovreste riuscire a vedervi; quella è l’immagine corporea. Bene, l’immagine corporea che abbiamo di noi non corrisponde quasi mai a come siamo realmente, ci immaginiamo o troppo bassi o troppo alti, o troppo magri o troppo grassi, poco formosi o troppo formosi e così via… Avere un’idea precisa di come realmente siamo aiuta molto a capire di più il nostro corpo e gli aspetti corporei di noi che veramente ci piacciono o non ci piacciono. A tal proposito potete provare a sperimentare proprio la tecnica della Sagoma Corporea, che permette di avere sotto gli occhi una reale immagine di sè: vi serviranno, carta da pacchi bianca, 2 o tre fogli molto grandi (dovranno

bastare a contenere il vostro corpo da sdraiati, sia per larghezza che per lunghezza), pennarello rosso, pennarello nero, nastro isolante, qualcuno che vi aiuti. Adagiate per terra i fogli, mettete del nastro isolante per fissare i fogli tra loro, prendete il pennarello nero e disegnate la vostra sagoma, i vostri contorni, così, come vi immaginate che siano, per larghezza e per lunghezza, la sagoma deve essere disegnata con braccia e gambe leggermente aperte. A questo punto adagiatevi sulla sagoma che avete disegnato rimanendo a pancia in su. Date il pennarello rosso al vostro aiutante e chiedetegli di tracciare i vostri contorni, in poche parole verrà fuori la vostra sagoma. Vi assicuro che emergeranno delle belle sorprese, quasi mai la sagoma immaginata e da noi stessi disegnata corrisponde alla sagoma effettiva, alla vera forma e dimensione del nostro corpo. Con questa tecnica ognuno si vede veramente per la prima volta, ognuno si capisce e si emoziona vedendo il proprio corpo per come veramente è. Magari non siamo così messi male come crediamo di essere. Avere una corretta immagine di come veramente siamo è il punto di partenza per decidere se cambiare qualcosa nel nostro corpo, se può essere davvero necessario acquisire o perdere peso al di là delle vere necessità per motivi di salute. A volte non c’è davvero ragione di perdere peso ne di acquisirne!!! In un’epoca dove tutto ciò che vediamo spesso ci inganna, non facciamoci ingannare da un’immagine sbagliata del nostro corpo che potrebbe essersi creata soltanto nella nostra mente. Perché questo, credetemi, accade molto spesso.


In foto trovate un momento di esecuzione della tecnica della Sagoma Corporea da parte di alcune partecipanti al mio corso su cibo ed emozioni.

 

PESO CORPOREO ED EMOZIONI

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Avete presente il film con Totò e Peppino "Miseria e Nobiltà"? si? vi ricordate la scena nella quale mangiano gli spaghetti come se non ci fosse un domani e se li mettono anche in tasca?Ecco....quella è fame! Ve lo dico perché facciamo sempre più difficoltà a...

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GLI ATTACCHI DI PANICO

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Attacchi di Panico: quando crediamo veramente di stare per morire La parola “Panico” deriva dal nome del dio Pan, metà uomo e metà capra, che, suonando il suo flauto tra i boschi, appariva improvvisamente disseminando terrore in chiunque si trovasse nei suoi paraggi,...

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LA DEPRESSIONE

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GLI ATTACCHI DI PANICO https://www.sarasocci.it/parliamo-di-psicologia/attacchi-di-panico/ Mon, 11 Nov 2019 10:23:10 +0000 http://www.sarasocci.it/?p=220

Attacchi di Panico: quando crediamo veramente di stare per morire

La parola “Panico” deriva dal nome del dio Pan, metà uomo e metà capra, che, suonando il suo flauto tra i boschi, appariva improvvisamente disseminando terrore in chiunque si trovasse nei suoi paraggi, tanto da indurre nelle vittime la sensazione di morire per la forte paura. 

Il disturbo da attacchi di panico (DAP) si presenta con attacchi molto intensi di ansia, forte disagio e ed estrema apprensione per la propria vita e senza alcuna motivazione apparente che possa giustificare tanta paura.

Gli attacchi di panico possono essere:

  • non situazionali quando nelle comuni situazioni della vita la persona non riesce ad identificare la situazione che scatena l’attacco
  • situazionali=associati ad una situazione specifica

Una componente importante degli attacchi è l’ansia anticipatoria che pervade la persona ed inizia così ad avere paura di un possibile attacco tanto da evitare alcune situazioni che potrebbero scatenarlo. Per fare diagnosi di Disturbo da Attacchi di Panico devono essere presenti frequenti attacchi e intensa preoccupazione che si possano verificare altri attacchi. 

L’attacco dura una decina di minuti e può avere uno strascico per qualche ora caratterizzato da spossatezza, stanchezza e debolezza. 

Chi ha provato l’attacco di panico riferisce di aver avuto realmente la paura, la sensazione e la convinzione di stare per morire.

Fra i sintomi dell’attacco di panico troviamo: 

  • sintomi psicologici = paura di morire, paura di impazzire, agitazione, depersonalizzazione, derealizzazione, dissociazione, terrore, angoscia, pianto incontrollabile
  • sintomi fisiologici= difficoltà respiratorie, aumento della frequenza cardiaca e palpitazioni, sudorazione, dolore al petto, vertigini, stordimento, brividi, tremori, formicoli, rossore in viso, nausea o disturbi addominali

Cosa fare durante un attacco di panico?

Durante un attacco di panico (o comunque poco prima, perchè chi ha già avuto un attacco sa bene che inizia pian piano e ci da il tempo di accorgercene) è utile allontanarsi dal contesto in cui ci troviamo se si tratta di un luogo affollato o comunque non sicuro e tranquillo, assumere una posizione comoda, utilizzare delle tecniche di respirazione (il respiro è molto importante per contrastare gli attacchi di panico), cercare frescura, cercare aiuto se ritenuto utile e necessario. Non è utile invece far finta di niente, scappare e forzare il respiro. 

Si può guarire dagli attacchi di panico? 

La risposta è sì. Attraverso un percorso psicoterapeutico riusciamo a lavorare sull’emozione alla base del panico che è appunto la paura in tutte le sue diverse sfaccettature, andiamo così a debellarne la causa principale e riportiamo la persona ad uno stato di benessere anche attraverso tecniche di rilassamento, ottenendo sempre buoni risultati; infatti gli attacchi si riducono sempre di più fino a scomparire.

Il panico, proprio come l’ansia è un’emozione e se arriviamo ad essere consapevoli della possibilità di gestione dei nostri stati emotivi, non lasciando che questi abbiano il sopravvento, abbiamo appena capito che contro questi stati di malessere emotivo possiamo sempre avere la meglio.

PESO CORPOREO ED EMOZIONI

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LA DEPRESSIONE

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ANSIA E STRESS

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LA DEPRESSIONE https://www.sarasocci.it/parliamo-di-psicologia/la-depressione/ Wed, 06 Nov 2019 20:16:39 +0000 http://www.sarasocci.it/?p=182

La Depressione: il male oscuro dell’anima

“Si guarisce di depressione?”

Inizio con dare subito la risposta..: SI

Ebbene si guarisce e si guarisce ad ogni età, a 15, a 20, 30, 40 …. 80 e oltre. Si guarisce se si affronta e si cura nel modo giusto, attraverso un percorso psicoterapeutico. Vi dico questo perchè non sempre nella depressione occorre far ricorso ai medicinali, agli psicofarmaci intendo. Altre volte i farmaci occorrono ma non bastano. Durante un incontro svolto qualche anno fa proprio sul tema della depressione, un signore tra i partecipanti espose volontariamente esposto il caso della moglie, che soffriva di depressione da 30 anni senza mai stare meglio pur avendo assunto i farmaci antidepressivi più disparati. Domandai allora se la signora avesse mai affrontato un percorso psicoterapeutico e l’uomo rispose di NO. E sapete come mai? perchè nessuno glielo aveva mai proposto come cura, continuando solo ad assumere farmaci. Per le problematiche di tipo psicologico però i farmaci non bastano.

Gli antidepressivi servono ad attenuare i sintomi della depressione ma non risolvono il problema alla base, ciò che ha scatenato la depressione resta.  Gli psicofarmaci sono come una coperta, se sentite freddo in una stanza potete utilizzare la coperta per coprirvi ma la stanza rimane comunque fredda. Così è successo anche per quella signora che ancora, da più di 30 anni porta con sè un gran dolore, un gran problema che non è stato affrontato e per il quale il farmaco non può far niente ma la psicoterapia invece si.

Caratteristiche del Disturbo Depressivo

Il Disturbo Depressivo Maggiore (che quotidianamente chiamiamo depressione) è caratterizzato da umore basso (depresso), scarsa autostima e perdita di interesse per le attività che normalmente la persona riteneva interessanti.

I sintomi del disturbo (psicologici e fisiologici) devono essere presenti da più di due settimane per poterne fare diagnosi.

  • sintomi Fisiologici: debolezza, affaticamento, dimagrimento e mal di stomaco, stipsi, scarso o assente desiderio sessuale, fissità della mimica facciale (espressione perennemente triste), rallentamento motorio, facilità al pianto.
  • sintomi Psicologici: rallentamento e difficoltà di pensiero, memoria e concentrazione, idee suicidarie, autosvalutazione, critica verso se stessi, pensieri ripetitivi fortemente depressivi, difficoltà nel sonno (o si dorme poco o si dorme troppo)

La persona che soffre di depressione riferisce di notare un lieve miglioramento dell’umore e delle sue condizioni verso sera, a fine giornata, questo perché, per chi soffre di questo disturbo i giorni sembrano infiniti, la percezione del tempo è rallentata, perciò arrivare a fine giornata significa dar tregua alla propria sofferenza e alla propria ansia che almeno per questa giornata è giunta al termine. Molto spesso la persona depressa trascorre la maggior parte del tempo a letto perchè così evita di vivere la vita che in questo momento non piace. Il letto diventa il suo unico rifugio. 

I sintomi depressivi si manifestano in una stragrande maggioranza di casi, come nel Lutto, nel Disturbo Depressivo Stagionale, nel Disturbo Bipolare e nella Distimia.

Il Lutto di per sè è un evento traumatico nella vita di una persona ed è perfettamente normale che sia accompagnato da sintomi depressivi. Solitamente una sana rielaborazione del lutto può impiegare anche un anno e sei mesi; dopo questo tempo i sintomi depressivi dovrebbero scomparire. Se non scompaiono occorre farsi aiutare da uno psicoterapeuta se prima non lo abbiamo fatto.

Il Disturbo Depressivo Stagionale come dice la parola stessa è una forma di depressione a cadenza stagionale che tende a ripresentarsi in una persona lo stesso periodo dell’anno. Il Disturbo Bipolare è invece caratterizzato dall’alternanza di episodi maniacali (euforia e gioia immensa) ad episodi depressivi (profondo dolore e tristezza). La Distimia è una forma di depressione che tende a cronicizzare, può essere presente da molti anni ma solitamente i sintomi si presentano come più attenuati rispetto alla Depressione Maggiore. 

Cosa fare in caso di Depressione

La depressione non è facile da capire perché come la maggior parte dei problemi psicologici, non si vede ma c’è e per questo è un disturbo che deve essere curato. Occorre in ogni caso rivolgersi ad un professionista, psicologo, psicoterapeuta o psichiatra. Come già accennato in precedenza, non tutti i casi e non tutti i pazienti necessitano una terapia a base di psicofarmaci, mentre invece la psicoterapia è consigliabile a tutti. Un aspetto da non dimenticare è la relazione tra depressione e suicidio, perciò se avete pensieri suicidari o siete a contatto con persone che ve li riferiscono prendete subito provvedimenti, chiamate il medico o il 118, non sono mai da sottovalutare, il credo popolare del “chi lo dice non lo fa” non è per niente vero.

Nella relazione con una persona che soffre di depressione è importante sentire insieme all’altro e comprendere che l’altro ripete dentro se stesso delle frasi molto svalutanti come ad esempio “io non valgo nulla..”, “la mia vita non ha senso, sarebbe meglio che morissi..”. Spesso queste frasi vengono anche pronunciate a voce alta e dare una risposta a tutto ciò diventa davvero difficile. Se proviamo a sminuire rispondendo “su, dai che non è niente”, “sorridi un po’”, ovviamente lo facciamo nel tentativo di ritirare sù la persona ma facilmente otterremo l’effetto contrario, irritandola e demoralizzandola.

Questo succede perchè chi soffre di depressione ha un unico grande bisogno, quello di essere compreso; perciò chi gli sta accanto dovrebbe cercare di essere empatico il più possibile, di mettersi nei suoi panni e riuscire a contattare il dolore che l’altro prova: ” Ti capisco, ti comprendo, ti credo, io ci sono!”

Uscire dalla depressione richiede tempo e pazienza, ma con il giusto aiuto si torna presto a sorridere.

PESO CORPOREO ED EMOZIONI

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ANSIA E STRESS

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ANSIA E STRESS https://www.sarasocci.it/parliamo-di-psicologia/ansia-e-stress/ Tue, 05 Nov 2019 17:31:58 +0000 http://www.sarasocci.it/?p=166

Ansia e Stress: i nostri campanelli di allarme

“Sono più le cose che ci preoccupano di quelle che ci danneggiano e noi soffriamo di più per il timore che per la realtà” Seneca, 5 avanti Cristo

…com’è antica l’ansia!!!!….

Quante volte pronunciamo la parola ansia e quante la parola stress, siamo tutti un po’ stressati, siamo tutti un po’ ansiosi e così via… Questi due concetti però hanno un significato totalmente differente e per poterli comprendere e superare al meglio è fondamentale riconoscerli nelle loro specificità.

Quando si tratta di stress e quando di ansia?

Una prima differenza sta nell’oggetto che li caratterizza. Mentre spesso la causa dello stress è esterna e ben identificabile, ciò può non essere vero per l’ansia. Difficilmente riusciamo a distinguere le cause precise che ci determinano uno stato ansioso anche perché sono per lo più interne, esenti da una vera e propria ragione oggettiva immediata.

Lo stress è una condizione in cui le nostre risorse interne non sono sufficienti ad affrontare le richieste provenienti dall’ambiente che ci circonda. È uno stato dovuto a fatti o situazioni della vita quotidiana.

Lo stress fino ad un certo livello può essere visto come qualcosa di buono perché porta la persona ad impegnarsi e concentrarsi maggiormente di fronte ad un compito, ad un evento da affrontare o a un problema da risolvere. Ma come tutte le cose, quando è troppo è troppo e allora lo stress incomincia a farci del male, compaiono dei sintomi, si cronicizza e non assolve più al suo compito principale, quello di spingerci a dare il meglio in una prova. Le emozioni dominanti in stato di stress sono la rabbia, la tristezza e l’irritabilità.

Altra differenza tra l’ansia e lo stress è nella percezione del tempo. Mentre chi soffre d’ansia vive nella paura del futuro, in constante stato di allerta, come se qualcosa di spiacevole possa capitargli da un momento all’altro, non godendosi il presente, chi invece si trova in una condizione di stress si sente ancorato al presente, ha la percezione che il tempo non passi mai e che le difficoltà di ogni giorno siano infinite.

Cosa fare

Oltre al percorso psicoterapeutico nei casi di stati d’ansia o nei casi di malessere da stress, esistono alcuni utili accorgimenti per star meglio:

  1. identificare la causa del proprio stato d’ansia o di stress e cercare di modificarlo: mentre come abbiamo detto, in caso di stress è spesso facile individuarne la causa scatenante, lo stesso non vale per l’ansia. Nello stato ansioso la causa è più subdola e nascosta, più intima e emotiva ma comunque pur sempre identificabile; scandagliando il proprio essere, passando in rassegna la propria vita, è possibile risalire a ciò che alimenta il nostro stato ansioso. In caso di stress e in caso di ansia, la consapevolezza è sempre importante. Se c’è qualcosa che ci causa malessere quel qualcosa va individuato e rimosso o quando questo non è possibile bisogna comunque modificare le condizioni che lo mantengono in vita
  2. recuperate un giusto rapporto con il tempo e con il peso delle cose. Rallentate i vostri ritmi e diminuite le cose da fare, probabilmente siete troppo avanti, non vi trovate nel qui e ora, state correndo troppo e facendo troppo. State probabilmente dando un peso maggiore ad ogni cosa, le vostre emozioni sono alterate e con ogni probabilità una mosca vi sembra un elefante. Fermatevi e alleggeritevi.

3) utilizzate le tecniche di rilassamento, ce ne sono moltissime che potete fare anche a casa, visualizzazioni guidate, meditazioni e quant’altro. Potete trovarle in rete o acquistando cd o libri in libreria.

4) adottate uno stile di vita sano con attività sportiva, sana alimentazione, ritmi corretti di sonno/veglia. Questo perché non esiste salute psicologica senza salute fisica. Riportare il corpo ad un corretto stato di salute ed equilibrio faciliterà il processo di guarigione da stress e ansia.

Come avrete potuto notare, anche se ansia e stress sono due stati molto differenti, la soluzione per entrambi passa attraverso l’applicazione di questi quattro punti, perchè stress e ansia hanno in comune una cosa molto importante, quella su cui vogliamo intervenire e risolvere.

Ansia e stress infatti, sono due campanelli di allarme che ci avvertono riguardo qualcosa che nella nostra vita deve essere modificato. Molte volte l’ansia e lo stress sono la conseguenza dell’esserci messi in secondo o in terzo piano, di non aver ascoltato le nostre emozioni, di non aver perseguito le nostre passioni, dell’esserci annullati giorno per giorno sempre di più. Occorre ripartire da sé stessi, perchè siamo noi stessi la causa della nostra ansia, perchè siamo noi padroni della nostra vita e noi stessi che portiamo avanti condizioni stressanti convinti dell’impossibilità di poterle modificare. Insomma, siamo noi stessi l’origine dei nostri mali e ne siamo anche l’unica cura.

PESO CORPOREO ED EMOZIONI

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